In attesa

donna_farfalla

In attesa

Mi chiedi come sto
tu che sai bene che non si può
modulare se stessi in un “come”
a piacimento.

Pensa ad un tronco che per necessità sorregga
rami anche solo immaginati
oggi, domani, dopodomani, tra tre giorni, quattro:
ha forse identità
nella resistenza pura
nella tensione invisibile
dei nodi.

Ma la sua voce spesso
ha il suono sommesso
di un crepitio
o di una carezza -inattesa-
che non irretisce né si ripete.
Poi, se non puó altrimenti, quello violento
dello squasso primitivo che lo spezza.

Per questo l’hai dimenticata.

Caos

Una giovinetta
molto bella, molto astuta
mai, a dir suo, battuta
gioca in tutta fretta

con me e le mie cose:
mi ruba la sciarpa e se la toglie
mi ruba lo sguardo e lo distoglie
dalle sue stesse pose

divertita. Bambina
sanguinaria come un gatto
o come una regina
mi hai distratto

dal passato
lasciandomi colmo e muto
come il vaso incrinato
prima che si riversi il contenuto

Hyam

Cadono i segreti
spoglie altrui
alle soglie
di un incerto cammino

pareti che si frantumano
concetti che si consumano
come trafitti insetti
annidati nel vetrino

questo è starti vicino
voce dei poeti
condanni me al silenzio
e l’astro vespertino al buio

con cui senza volerlo competi
in questa nuova era in cui
sei stella della sera
e stella del mattino