Shabbat shalom

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E’ Shabbat, si fa il Kiddush e poi subito netilat yadaim, letteralmente “innalzamento delle mani”. Durante il lavaggio le mani vengono innalzate per evitare la sicura contaminatio con gli umori reflui provenienti dagli avambracci appena leccati dal cane. Successivamente il capofamiglia accarezza il cane, divide il pane in piccoli pezzetti, vi sparge sopra un po’ di sale e ne offre ai commensali. Visto che a quanto pare gli altri se ne lavano la mani decido di intervenire io: “scusa zio, ma come ti viene in mente di accarezzare il cane e poi di toccare la roba da mangiare?”, mio zio si nasconde dietro un dito, “guarda che il cane è pulito!”, però sa di averla combinata grossa e per recuperare consensi stacca un altro pezzetto di pane e lo dà al cane, che è tenuto in gran conto, sicuramente più di me e di un cuginetto precocissimo che infatti già odia tutti. Io, comunque, di questo pane non ne mangio.

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