Quei bravi ragazzi

Picture 3Il miglior modo per definire l’attimo fuggente è “il tempo che durano gli stronzi tra i miei amici di Facebook”.

Questo però ha del surreale, vado per rimuovere sto tizio che a 28 anni si crede ancora un bambino prodigio, e mi accorgo che mi ha già rimosso lui. La cosa mi ha irritato mortalmente. I-DI-O-TA! Mi si accolla un’ora in chat nonostante io risponda una parola ogni 10 minuti, mi parla del dovere, dell’essere, del dover essere, tenta di farmi pesare il fatto che mi attraggono sessualmente persone meno alfabetizzate di lui, e quando vede che proprio non è aria mi scrive una roba tipo “sentieri interrotti, torno alla mia vita”. HAHAAHAHHAHAHAHAHAAHH, le comiche! La cosa, dicevo, mi ha irritato mortalmente, ma mi ha anche illuminato su un episodio che mi è successo in terza media. All’epoca, devo essere obiettiva, ero più carina di adesso (potete vedermi nella foto sopra) (Ylenia, puoi scrivere quello che vuoi ma la foto non posso metterla per motivi di privacy, n.d.M.) e avevo moltissimi ragazzi che mi facevano la corte. Una volta ho fatto il colpaccio: mi sono fidanzata con Roberto, che era proprio il ragazzo più bello della scuola! Non lo conoscevo per niente, non avevamo mai parlato (credo ci fossimo fidanzati per telefono). L’unico momento in cui potevo incontrarlo era nei 10 minuti della ricreazione, ma a causa della timidezza il più delle volte mi nascondevo tutto il tempo in bagno a complottare con le amiche. Sennonché una volta me lo ritrovo davanti. Viene verso di me e, non so come, ci baciamo sulle labbra. Non credo di essermi mai sentita così orgogliosa. L’ho salutato e immediatamente sono corsa in classe, sempre scortata dalle amiche che mi indirizzavano occhiate significative e risolini trattenuti. Il giorno dopo l’ho lasciato, sempre per telefono.

Non so se questo sia l’ennesima conferma del fatto che le donne sono irrazionali, fatto sta che per anni mi sono chiesta perché diavolo avessi fatto un gesto simile. Credo di aver finalmente capito il perché. Vicino a lui mi sentivo così insignificante che dubitavo di poter riuscire a trattenerlo anche solo per poco. Lui avrebbe potuto avere chiunque, era solo questione di tempo e mi avrebbe lasciato. Il mio istinto mi suggerì però una via di fuga: lasciandolo, lasciando ciò che non avrei mai potuto avere, al contempo affermavo il mio valore, io ho lasciato Roberto, il più bello della scuola!

Io però avevo 12 anni, pensare che uno che ne ha 28 ha ancora bisogno di queste scorciatoie per autocompiacersi mi fa più pena che altro.

Vi potete immaginare la mia faccia quando mi arriva, nuovamente, la richiesta di amicizia di Michael. Accetto all’istante. Sono troppo curiosa di vedere quali altre aberrazioni produrrà la mia indifferenza sulla sua psiche. Mi arriva questo messaggio: ”Ciao, leggi nonmivieneuntitolo.wordpress.com, ho scritto un articolo su di te. Sarebbe un gioco letterario carino se anche tu scrivessi la tua versione”. Clicco sul link meccanicamente, preda di brutto presentimento. Man mano che leggo mi sale una rabbia incontrollata, una rabbia che mi fa passare la voglia di giocare.

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